Il cognitivismo clinico parte da un presupposto fondamentale: ciascuno di noi interpreta la realtà attraverso propri schemi mentali.
A seconda dell’interpretazione che diamo agli eventi, proviamo determinate emozioni che, a loro volta, influenzano i nostri comportamenti.
Le emozioni sono il motore della nostra vita.
Quanto più impariamo a riconoscerle, accettarle e guidarle, tanto più diventano una risorsa preziosa per affrontare la quotidianità.
Perché ciò avvenga, però, è necessario avere una visione della realtà il più possibile aderente a ciò che ci circonda, accogliendo in modo profondo sia ciò che è piacevole sia ciò che è doloroso, dentro e fuori di noi.
Serve anche consapevolezza: comprendere quali filtri usiamo per definire noi stessi, gli altri e il mondo.
Mondo di sofferenza:
Kobayashi Issa
eppure i ciliegi sono in fiore


Quando ci si rivolge ad uno Psicologo?
Di solito, ci si rivolge a uno psicologo per un disagio emotivo. Spesso c’è un’emozione persistente – come ansia, tristezza o senso di colpa – che, col tempo, diventa ingombrante e prosciuga le energie. Nella visione cognitivista, questo avviene quando si irrigidiscono certi schemi mentali, riducendo la flessibilità cognitiva e ostacolando la nostra capacità di
adattarci alla realtà.
Più questi filtri sono rigidi, più profondo sarà il malessere che ne deriva.
Il cuore del Cognitivismo Clinico
Una volta compreso che le nostre credenze influenzano il modo in cui viviamo le emozioni, si coglie l’essenza della Terapia
Cognitivo-Comportamentale.
Tutti gli interventi cognitivi si basano proprio su questo principio: aiutare le persone a diventare consapevoli dei propri schemi mentali e a trasformarli quando diventano fonte di sofferenza.
Lo scopo finale: la libertà
L’obiettivo della CBT è uno solo: la libertà.
La libertà di esprimere se stessi, di scegliere come affrontare le difficoltà della vita, di agire secondo i propri valori e non reagire in base a vecchi schemi appresi.
Significa imparare a vedere dall’alto le proprie trappole mentali, riscoprire una nuova possibilità di movimento interiore, diventare protagonisti delle proprie scelte emotive e comportamentali.
In poche parole: tornare a sentirsi padroni della propria vita.
